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Ruberti: fra due mesi i primi risultati

La Repubblica

Il nuovo rettore dell'università di Roma parla del suo programma di lavoro

ROMA - Un mazzo di fiori e tanti telegrammi. Il prof. Antonio Ruberti, neo rettore, è nel suo studio di preside della facoltà di ingegneria a San Pietro in Vincoli. L'abito scuro fa risaltare ancor più i capelli bianchi. Fuori c'è la troupe del Tg 2. Si accorge che sto guardando i telegrammi e mi porge quello dei suoi collaboratori: «Il personale in lacrime denuncia il furto del suo preside». Una lettera della Federazione unitaria regionale Cgil, Cisl, Uil dice, tra l'altro: «a nome dei lavoratori esprimiamo la nostra soddisfazione e le auguriamo buon lavoro».

Ora il gioco è fatto. Lei è stato il candidato delle sinistre, ma gli studenti, l'opinione pubblica non conosce le sue idee politiche. «Non sono iscritto a nessun partito, ma politicamente mi può collocare nell'area progressista. Non vorrei però che questo venisse strumentalizzato perché intendo operare per il rilancio e il rinnovamento dell'università di Roma e quindi mi avvarrò della collaborazione dei docenti e dei non docenti che intendano impegnarsi in questa grossa battaglia. Un punto fermo sarà l'autonomia dell'università, ma intesa non come corporativismo; so che i problemi sono politici e quindi non condivido la vecchia concezione del superamento dei rapporti politici che finiva per diventare personalistica e spesso cadeva inevitabilmente in una conduzione clientelare».

Il nostro giornale alla vigilia delle elezioni del rettore ha denunciato le disfunzioni dell'università di Roma: i ritardi burocratici, gli alti costi degli acquisti, le stime elevate. Lei si occuperà di questi gravi problemi? «Non sono in grado di giudicare le denunce di Repubblica ma il Consiglio di Amministrazione dovrà occuparsi di questi problemi, dovrà fare un attento esame di ogni cosa che attiene alla gestione dell'ateneo. Insomma voglio fare chiarezza».

Allora fra due mesi verremo a chiederle cosa ha fatto. «Venga, avrà una risposta. Le aggiungo che tutto quello che viene fatto sarà reso pubblico».

Di solito i rettori dicono sempre che convocheranno periodicamente il corpo accademico, poi non lo fanno. Capiterà anche a lei? «No, è un mio preciso impegno. Ma non intendo convocare il corpo accademico senza prima aver preparato la riunione perché non vorrei snaturare questo importante strumento. Inoltre il corpo accademico sarà sentito ogni qualvolta si dovranno fare le grandi scelte».

In ogni ateneo la facoltà di medicina assorbe l'80% dei problemi. Tra l'altro i "baroni”, sono in maggioranza qui e anche il potere. Come intende muoversi? «La domanda è cattiva. Devo confessare che non conosco a fondo i problemi di medicina, ma ho chiaro che essa soffre di due crisi: di quella dell'università e di quella delle strutture sanitarie. Spero che i rapporti con la Regione aiutino a risolvere alcuni problemi sanitari. Per il resto mi limito a dire che affronterò seriamente i casi man mano che si presenteranno».

Per avere il certificato d'iscrizione uno studente aspetta due mesi, per quello che certifica gli esami sostenuti anche quattro. Come intende affrontare questa disfunzione?
«Certo, questo tema rientra nel programma di rendere efficienti anche le strutture amministrative, di utilizzare il calcolatore elettronico. Ma è un problema che richiede tempo. Mi auguro che gli studenti possano vedere i primi risultati dall'anno venturo».

L'università di Roma chiude i cancelli alle 19,30. Le conseguenze per gli studenti sono gravi. Tra l'altro questo impedisce di organizzare corsi per lavoratori-studenti.
«E' mia intenzione utilizzare a tempo pieno le strutture dell'università. Questo consente di attuare i corsi per lavoratori e di aumentare il periodo di lavoro negli istituti, nei laboratori e nelle biblioteche».

Prof. Ruberti ci vedremo tra due mesi per fare un primo bilancio.

Allegato:
Autore: Felice Froio
11/12/1976 - Tipologia: Intervista - Argomento: Università e Ricerca