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UNA DIVERSA QUALITA' URBANA

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A colloquio con il presidente del Circolo di Roma prof. Antonio Ruberti, Rettore della I Università di Roma «La Sapienza».

Quali sono i motivi per cui il Circolo di Roma, insieme all'Assessorato ai Giardini del Comune, ha promosso questo convegno?
La decisione di promuovere e organizzare questo convegno si inserisce nel contesto del programma del Circolo di Roma: contribuire a far maturare l'esigenza di progettare il futuro e, nel caso specifico, progettare i luoghi della Roma del 2000 in una visione che sia capace di prevedere e governare l'evoluzione complessiva. Si tratta pertanto di superare lo schiacciamento sulle problematiche contingenti e di recepire invece il dibattito sullo sviluppo futuro delle grandi aree metropolitane. Credo che il convegno appena conclusosi abbia rappresentato, per qualità e varietà di contributi, una interessante occasione di riflessione e di approfondimento sui problemi della capitale e sulla possibilità di una sua diversa configurazione proiettata nel futuro.

Il problema di una diversa qualità urbana è affrontato da urbanisti, architetti, amministratori. Per lei cosa significa questo termine?
In una società complessa e segmentata come quella odierna - e in particolare nella realtà romana - i modi in cui se ne parla sono molteplici. Per questo motivo il tema della qualità urbana richiama la necessità di una più impegnata riflessione teorica su «categorie» di esigenze che emergono dalle carenze qualitative della morfologia urbana, dal rapporto dei cittadini con gli spazi collettivi della città, dalla mancanza di un assetto urbanistico che «leghi» insieme centro e periferia. In linea generale direi che la «qualità urbana» va riferita ad un uso del territorio che consenta una effettiva interazione sociale e in questo senso, un ruolo rilevante assume il verde nella sua eccezione più generale.

Quale è, a suo avviso il rapporto tra Amministrazione e realtà urbana, allo stato attuale e quale rapporto si potrebbe ipotizzare?
Le amministrazioni hanno sempre maggiori difficoltà a rapportarsi con il sistema delle domande sociali, sia sul piano della loro conoscenza e interpretazione, sia su quello della elaborazione delle risposte. Una delle cause di queste difficoltà va ricercata in una inadeguata circolazione di idee tra chi ricerca, chi produce e chi amministra.

Allegato:
Autore: Andreina Bonanni
27/04/1985 - Tipologia: Intervista - Argomento: Altri scritti e discorsi